Genitori che vivono la disabilità

stanchi e oppressi

Vivere indirettamente la disabilità ci spinge spesso a sentirci stanchi e oppressi

L’11 febbraio 2020, nella 28a Giornata Mondiale del Malato nel suo messaggio dal titolo Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Mt 11, 28), Papa Francesco fa riferimento a tutte le forme di sofferenza e debolezza, citando espressamente ogni tipo di disabilità.

Il riferimento alla disabilità fa riflettere poi sulla sofferenza e la debolezza di tutte quelle persone che la vivono indirettamente.

Una relazione con disabilità cioè, soprattutto se proveniente da un figlio, o un fratello o una sorella, o anche la stessa debolezza di un genitore anziano, è vissuta in tutta la sua difficoltà: psicologica, fisica e affettiva.

Una sofferenza vissuta in tal modo non può che far gridare alla stanchezza e all’oppressione, quest’ultima ‘respirata’ in due modi: sia quella che si vive con la persona cara disabile sia quella che risiede nella privazione che comporta una vita sacrificata.

Quante volte ci sentiamo veramente stanchi/e ed oppressi/e; quante volte sentiamo la necessità di urlare al cielo ‘basta!’

Quante volte abbiamo chiesto una mano d’aiuto alle persone a noi vicine, per respirare almeno un pò, per alzare un pò le gambe su di un tavolino e far scivolare il sangue al contrario, dai piedi alla testa, facendo arrivare più ossigeno dove occorre.

prendersi cura

Quante volte avremmo chiesto una semplice mano di aiuto anche a chi non conosciamo direttamente, per respirare un pò di più e far respirare anche chi abitualmente ci dice di sì all’aiuto richiesto!

Papa Francesco aggiunge che per una guarigione umana integrale occorre passare dal curare al prendersi cura.

Nessuno più di un genitore che vive la disabilità del proprio figlio incarna tale necessità e poiché…

“…solo chi fa, in prima persona, questa esperienza saprà essere di conforto per l’altro…”

Il nostro Gruppo Vera Icona si fa portatore di una parola, un gesto e un ascolto offerto per la vita dell’altro, per prendersi cura di chi si prende cura del più debole facendo tesoro dell’esperienze vissute.

Il Papa fa riferimento alla vita di Gesù…

“Perché Egli stesso si è fatto debole, sperimentando l’umana sofferenza e ricevendo a sua volta ristoro dal Padre.”

Anche Maria ha potuto sperimentare l’umana sofferenza per suo figlio e per questo è potuta divenire la madre di tutti noi potrettrice della chiesa e dell’umanità intera.

È la Vera Icona della vita e dell’amore umano, che prima porta in grembo suo figlio e poi ne fa dono per gli altri.

Proprio come lo spirito di Casa Vera Icona che portando in sé l’umana sofferenza ne condivide con gli altri il mistero dell’amore sofferto e donato.

Anche a Palermo, la nostra città, si è celebrata la Giornata Mondiale del Malato con l’Arcivescovo Metropolitano Mons. Corrado Lorefice.

cattedrale di palermo

Una Celebrazione Eucaristica con e per i malati che l’Arcivescovo ha voluto presiedere nel bellissimo pomeriggio in Cattedrale.